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Il cuore pulsante di una nostra prospettiva

Boston Publishing abbraccia l’idea di considerare l’Intelligenza Artificiale come un mero strumento.

Proprio come un artista attinge alla propria creatività, impiegando penne, matite, fogli a righe o schermi di computer per trasformare pensieri in parole,
così l’autore sfrutta le proprie idee come mattoni fondamentali per costruire il
tessuto del testo. In quest’ottica, la decisione di incorporare l’Intelligenza Artificiale in questo processo è un’esclusiva prerogativa dell’autore, da paragonare alla scelta di utilizzare o meno gli strumenti tradizionali.

Ci siamo trovati a riflettere su una questione intrigante: potrebbe mai accadere che qualcuno avanzasse delle obiezioni di fronte all’idea che un pittore abbandonasse il tradizionale pennello per impiegare le proprie mani nella creazione di un’opera d’arte? E, ancora, sorge la curiosità: l’invocare l’ausilio di un archivista con l’obiettivo di condurre ricerche su documenti rilevanti potrebbe forse gettare un’ombra sul risultato finale dell’impresa?

Il cuore pulsante di una nostra prospettiva

Ma c’è di più, una sfumatura ulteriore da esplorare: non sarebbe remoto che
qualcuno avanzasse qualche perplessità anche nei confronti dell’affiatato duo costituito da Truman Capote e Nelle Harper Lee? Sappiamo bene che Harper Lee, l’affermata autrice de Il buio oltre la siepe, ha avuto un legame d’infanzia con Truman Capote, e questa connessione ha portato a un interessante sostegno reciproco. Infatti, è noto che Lee ha offerto un prezioso aiuto a Capote, prestando la sua competenza nella ricerca e nelle interviste per la stesura del celebre capolavoro letterario A sangue freddo.

Una dinamica così particolare non può che suscitare ulteriori domande sulla natura dell’assistenza e della collaborazione nell’ambito creativo.

È essenziale sottolineare che l’obiettivo dell’uso dell’Intelligenza Artificiale non è sostituire l’autore, bensì agire in veste di collaboratore fidato. Come un assistente diligente, questa tecnologia si offre di svolgere funzioni di supporto, offrendo assistenza nella ricerca, fornendo un appoggio nella creazione di riassunti e contribuendo alla composizione di documenti cruciali.

L’intento non è erodere la creatività dell’autore, bensì nutrirla ulteriormente. Si pone l’accento sulla potenziale ampiezza di vedute della mente umana, su una specifica flessibilità che riteniamo unica e irripetibile in ogni suo aspetto.
In questo contesto, emerge un equilibrio delicato tra l’autenticità emozionale della scrittura e l’ausilio pragmatico dell’Intelligenza Artificiale.

Si accoglie con favore
l’empatia intrinseca nei testi autentici, riconoscendo tuttavia che l’utilizzo oculato di un tale strumento può liberare l’autore dai vincoli tecnici permettendogli, qualora lo ritenesse necessario, di concentrarsi in modo più profondo ed efficiente sul nucleo concettuale dei contenuti.

In ultima analisi, è l’autore stesso a tracciare la rotta per l’uso dell’Intelligenza
Artificiale. La decisione di quando, se e come coinvolgere questo strumento rimane nelle mani dell’artista, rafforzando ulteriormente il concetto di controllo creativo.

Questa sinergia tra intelligenza umana e artificialità rappresenta un passo avanti nell’evoluzione della creazione letteraria, in cui la tecnologia si fonde
armoniosamente con l’espressione individuale.